domenica 26 ottobre 2008

Oggi le comiche: Disinformazione ministeriale e Corsi di Laurea in Terrorismo

Ebbene si, se la situazione non fosse tragica, verrebbe quasi da ridere per la paradossalità... Informo innanzitutto che, data la gran quantità di cose di cui è necessario parlare, sarò costretto a suddividere il post in più parti, sperando che questa scelta non vada a discapito della chiarezza e limpidezza delle informazioni.



--- Informazioni ministeriali ---

Non so quanti di voi abbiano avuto la possibilità di seguire la puntata di Matrix andata in onda in data 24 ottobre. Chi non ne avesse avuto la possibilità, può recuperare visitando l'archivio del programma e selezionando le varie parti.
In particolare ha colpito l'approfondimento realizzato dal programma stesso a proposito dei dati forniti dal Ministro Gelmini attraverso i quali difende la manovra economica che va a toccare l'università (a questa dicitura mi dedicherò in un'altra parte del post), e per questo inserisco di seguito il servizio in questione.



Ricapitolando, il Ministro dell'Istruzione pone a difesa della manovra che coinvolge l'università una serie di dati, con il (non trascurabile problema) che tali dati sono oggettivamente inattendibili, nonché oramai vecchi, in quanto tratti da un articolo del Corriere della Sera risalente al 27 dicembre 2006.
Adesso mi domando: che credibilità dovremmo attribuire ad un Ministero/i che redigono leggi e le difendono a spada tratta basandosi su dati tratti da un articolo di giornale di due anni prima, e non verificati?
Perché, stando a quanto è stato svelato dal servizio, i dati forniti dal Ministro Gelmini derivano da un articolo del Corriere della Sera di due anni addietro, che trasse a sua volta i dati dal Ministero dell'istruzione, che non aveva dati al riguardo!

Se questi son i presupposti per difendere le leggi in discussione...



--- DISTINZIONE FONDAMENTALE: Per cosa protestano gli universitari ---

Come già in altri post ho scritto, reputo che il più grosso nemico contro cui si debba lottare è la disinformazione e l'omissione dell'ovvio su cui tanti politici continuano a basare la loro demagogia spicciola.
Più di una volta lo stesso Ministro Gelmini ha pronunciato frasi come "non comprendo il perché delle proteste degli studenti universitari, dato che la mia riforma [decreto legge 137/2008, chiamato anche "riforma Gelmini"] non va a toccare la sfera dell'università.
Come già ho espresso nel precedente post, tale discorso denota o un'inaccettabile cecità ed ignoranza del lavoro realizzato dalla sua squadra di governo, oppure un'inaccettabile volontà di sottacere e tralasciare una cosa che, quale Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, la dovrebbe vedere prima protagonista assoluta, e non complice silente e sorpresa dalle manifestazioni universitarie.
Gli studenti universitari non si stanno battendo contro il decreto Gelmini, ma contro la legge 133/2008: una legge di stampo finanziario che contiene tutti i mezzi necessari alla morte dell'istruzione pubblica!
Vorrei riproporre le parole che tutti, alla puntata di Matrix del 24 ottobre, hanno sottoscritto.

"Quella che va a colpire l'università non è una riforma, ma è solamente un piano finanziario di taglio monetario"

E, in quanto semplice e mera manovra economica e non riforma seria e ragionata dell'università, non sarà certamente il mezzo per andare a risolvere gli innegabili problemi che da tempo affiggono il sistema di insegnamento pubblico universitario.

Sinceramente, tagliando i fondi e costringendo ad una diminuzione del personale, pensate davvero che ad esser licenziati saranno i famosi baroni, oppure i ricercatori (assunti con contratto a termine)?

Ed allora....



--- Gli studenti? Terroristi, ed andrebbero picchiati ---

Purtroppo non è uno scherzo. Quando ho appreso la notizia devo ammettere che l'ho pensato, ma dopo alcune rapide ricerche mi sono trovato costretto a ricredermi.
A dare questo incredibile ed inaccettabile messaggio è stato niente meno che Francesco Cossiga, Presidente Emerito della Repubblica Italiana, nonché senatore a vita, che in un'intervista del 23 ottobre 2008 ha dichiarato, in relazione alle manifestazioni studentesche degli universitari, che il Ministro dell'Interno Maroni dovrebbe agire come fece lui.
Riporto un brano dell'intervista, comparsa sul quotidiano QN in data 23 ottobre 2008.

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri»


Dato che in internet girano alcune versioni "manipolate" (in cui alcune frasi sono state alterate), riporto il link dell'articolo originale, caricato all'interno dell'archivio delle rassegne stampa del sito del Senato, in questo caso del giorno 23 ottobre.
Nel caso pensaste che sia falso, potete fare il percorso voi stessi partendo dal sito del Senato e cliccando, nell'ordine, attualità, archivio rassegne stampa, giovedì 23, nella sezione "scuola ed università" l'articolo del GIORNO/RESTO/NAZIONE con titolo "BISOGNA FERMALI, ANCHE IL TERRORISMO PARTI' DAGLIATENEI".
(In caso di problemi di visualizzazione, è possibile scaricare l'articolo anche da questa pagina in formato .jpeg)

Provate anche voi quello brivido lungo la schiena?

Non penso di aver altre parole da aggiungere, se non il mio parere personale che, a seguito di una dichiarazione del genere, una persona non meriterebbe più di sedere in parlamento.
Se non che mi sento, alla luce di quest'intervista, nonché dell' "avviso ai naviganti" del Presidente del Consiglio di qualche giorno fa, di suggerire a tutti la massima attenzione nonché la massima intelligenza in ogni azione di manifestazione e protesta.
Immaginiamo tutti quanti quanto farebbe comodo al mondo della politica strumentalizzare la protesta degli universitari. Ci stanno già provando, non diamogli possibilità di farlo.



--- Informazioni personali ---

Ora, una breve nota personale. Ringrazio per i messaggi di apprezzamento che ricevo per il lavoro che porto avanti con questo blog. Naturalmente non posso rispondere a tutti, ma vi garantisco che leggo tutto, e vi ringrazio per il vostro aiuto e le vostre segnalazioni.
Appena sarò riuscito ad organizzarmi, cercherò di rendere disponibile tutto il materiale possibile.

Intanto ho creato un profilo Youtube, cercando di raccogliere nei preferiti il maggior numero di filmati relativi alle iniziative degli studenti universitari. Segnalatemi pure tutti i video realizzati, li aggiungerò ai preferiti, in maniera tale da realizzare una raccolta filmata del nostro dissenso!



Curiosità: hanno messo in vendita l'università di Roma su EBay... Se siete interessati...

7 commenti:

Antonietta&Pietro ha detto...

Voglio pensare che Cossiga abbia voluto con le sue parole evitare che quei comportamenti potessero essere messi in atto contro gli studenti, come dire "adesso svelo quello che potrebbero fare contro di voi cosicchè possiate vigilare e intanto faccio faccio saltare i piani se mai ve ne fossero stati". Voglio crederlo!

mildareveno ha detto...

Non sono manipolate le altre versioni che girano. Sono riprese dal sito Dagospia:

http://mildareveno.ilcannocchiale.it/post/2067798.html

Si sono resi conto che Cossiga ha esagerato e hanno cercato di rimediare addolcendo un po' l'intervista prima di spedirla nelle edicole. Ma l'originale è quella di Dagospia. Anche Barbara Spinelli sulla "Stampa" di oggi cita nell'intervista a Cossiga la frase "picchiare a sangue". Evidentemente pure lei ha potuto vedere una versione precedente.

Anonimo ha detto...

grazie per l'eccellente lavoro che fai su questo blog!

Anonimo ha detto...

sono una studentessa di scienze biologiche di Genova e vorrei ringraziarti per il lavoro ed il tempo che impieghi su questo blog
per informare le persone che, come me, hanno voglia di sapere cosa realmente sta accadendo nel nostro paese. Sei stato illuminante e spero proprio che questo sia un modo per poter finalmente far valere le nostre opinioni in questa finta democrazia.
Monica

Anonimo ha detto...

sei un grande continua così!!!
Abbiamo un informatore degno di nota!!
Sto consigliando a tutti il tuo blog!
Fermiamo la 133!!
Gilberto

Emanuele F. Caputo ha detto...

Cossiga e Berlusconi, nel preoccuparsi di possibili manifestazioni violente durante le proteste, avevano purtroppo ragione.
Proprio ieri a Giurisprudenza a Napoli si sono verificati episodi di violenza scatenati dai collettivi per impedire agli studenti cosiddetti "dissidenti" di prendere la parola e reclamare il diritto di continuare a studiare e seguire le lezioni.
Le battutine sarcastiche su comiche o non comiche si potevano anche risparmiare, è evidente che la situazione sta sfuggendo di mano.
Bisogna fermare immediatamente queste pulsioni fasciste ed antidemocratiche di caccia all'uomo, prima che arrivino morti e feriti.
Ricordiamo che i professori universitari non hanno alcun diritto di sospendere le lezioni, in primo luogo perché sono pubblici dipendenti (ben stipendiati, tra l'altro) per i quali potrebbe prefigurarsi il reato di interruzione di pubblico servizio.

Anonimo ha detto...

Amici,

Credo che purtroppo l’enorme mobilitazione contro i provvedimenti di questo governo ed in generale contro la sua politica non sortirà alcun effetto, perchè ci troviamo di fronte ad una banda di ignoranti, sordi a tutto e presi solo dai loro interessi personali e dei loro amici.

In tale situazione propongo una nuova strategia per rapportarsi e “dialogare” con il governo che, secondo me, potrebbe portare a risultati rivoluzionari.

In breve si tratta di questo: lo sciopero dei prodotti pubblicizzati sulle reti televisive del nostro presidente del consiglio. Da una certa data e per un certo periodo tutti dovranno vedere qualche programma di Italia 1 o Canale 5 o Rete 4, muniti di carta e penna, e annotare i prodotti che vengono reclamizzati durante i break pubblicitari. Ebbene, tali prodotti NON DOVRANNO ESSERE ACQUISTATI per tutto il periodo previsto.

Faccio un esempio: sulla legge Gelmini non viene effettuato un dibattito parlamentare serio e magari viene posta la fiducia, oppure viene proposto il lodo Alfano. Bene, allora dal primo di ottobre e fino alla fine di novembre (o per un periodo diverso da stabilire di volta in volta) tutti noi eviteremo di acquistare i prodotti pubblicizzati su Mediaset. In questo modo le varie aziende produttrici (che ovviamente devono essere al corrente di questo tipo di lotta), vedendo calare le vendite, saranno costrette ad abbandonare la pubblicità su tali televisioni, e ciò provocherà un danno economico più o meno grave al nostro miliardario, che probabilmente, attaccato com’è a sodi e potere, sarà costretto a scendere a patti con i cittadini.
Non è necessario che ognuno di noi stia davanti alla tv per ore ed ore (sarebbe una tortura), bastano anche i prodotti reclamizzati in un singolo spazio pubblicitario che vedo oggi, poi quelli che mi capita di annotare domani, e così via.
E non è una lotta contro le ditte che producono pasta o deodoranti: se io mangio solo rigatoni della ditta X, sponsorizzata su Mediaset, dovrò solo astenermi dal comprarla nel periodo deciso, a meno che (questo è importante) non ritiri la sua pubblicità su tali reti (anzi, da questo momento dovrò riacquistare il prodotto). Tra l’altro se non compro la pasta della marca X comprerò quella della marca Y, quindi il mercato della pasta è salvaguardato.

Ovviamente tutto questo ha bisogno di una organizzazione (mezzi di informazione quali i vostri siti internet) e di persone che coordinino le azioni di lotta. Sarà inoltre necessario per tutti riuscire a superare quel sentimento di disgusto che ci prende di fronte alla tv-spazzature delle televisioni in generale, e di quelle di Berlusconi in particolare.
Tuttavia secondo me può funzionare, però bisogna fare presto! Propongo a voi tutto ciò perché io non ho possibilità tecniche per arrivare al pubblico che i vostri siti raggiungono.
Pensate che bello: BATTERE BERLUSCONI UTILIZZANDO COME ARMA IL SUO CONFLITTO DI INTERESSI!!!

Se questo tipo di organizzazione di cittadini e della loro azione si realizzasse, potrebbe essere esteso alla lotta contro tutti i politici disonesti, di qualsiasi fazione e di qualsiasi governo futuro. Potrebbero essere pubblicate liste di marchi o aziende facenti capo a determinati politici disonesti (mi sembra che queste siano informazioni accessibili e pubblicabili legalmente), con la conseguenza di segnalare a noi cittadini i relativi prodotti da non acquistare.
Chi sa se in questa maniera si potrà arrivare in futuro ad avere uomini e donne che vadano in parlamento per fare i politici e non gli affari propri.

Il metodo potrebbe essere esportato al settore del commercio, i consumatori potrebbero finalmente essere organizzati per contrastare efficacemente gli industriali. Esempio: tale marca di pasta ha aumentato i prezzi, asteniamoci dal comprarla.

Ciao a tutti.