Certamente ora si scateneranno le consuete guerre dei numeri che da tempo immemore segue pressoché ogni genere di manifestazione.
Detto questo, specifichiamo che non mi interesserò di numeri, cosa che lascio ai giornali e ad altri blogger, quanto piuttosto dell'aspetto generale. Roma, Milano, Napoli, Genova, Palermo, Firenze, ed altre 100 città (fonte: LaRepubblica.it) sono state teatro tre giorni fa di manifestazioni di studenti medi, universitari e ricercatori contro le riforme che andrebbero ad uccidere l'istruzione pubblica in ogni suo ordine e grado.
Decine di migliaia di studenti che hanno sfilato pacificamente per le strade per manifestare il loro dissenso e difendere una scuola pubblica ed aperta a tutti, contro la generale opera di deculturalizzazione che si vuole porre in atto.
Di seguito un breve video riportante l'intervista del Ministro Gelmini in relazione alle manifestazioni
Nella mia (sicura) ignoranza, non riesco a capire come i provvedimenti che si intende attuare "si occupino della scuola dei giovani e la rendano sempre più qualitativa".
- Forse, in un paese dove si spende indicativamente solo l'1% delle finanze pubbliche per l'istruzione, tagliare un ulteriore 20% di un FFO (fondo di finanziamento ordinario per l'istruzione) è una manovra migliorativa?
- Forse, in un paese che ha a cuore il settore della ricerca, andare a tagliare i ricercatori è una manovra migliorativa? (Andatelo a dire a tutti quelli che lavorano al CNR, ma abbastanza lontani da poter schivare i mattoni che vi tireranno...)
- Forse, concedendo la possibilità (e visto lo stato delle finanze degli atenei ed o tagli dei fondi, di fatto obbligando) l'università a privatizzarsi, con il conseguente aumento delle tasse (ricordiamo che, per quanto concerne l'università pubblica, c'è una legge che regola il tetto massimo delle rette universitarie), è una manovra migliorativa? Effettuare una selezione in base al reddito economico è una manovra migliorativa?
- Ed alla stessa maniera permettere ad aziende di penetrare all'interno delle fondazioni universitarie private sarà utile alla libera ricerca? Oppure c'è il rischio (lasciamo il beneficio del dubbio, anche se non ci credo per nulla) di un condizionamento della ricerca in base all'interesse economico?
Sono queste le trasformazioni che auspica il Ministro Gelmini?
In ultima analisi un appunto a quanto detto dal Ministro stesso nell'intervista.
Manifestazioni e proteste si applicano quando non c'è l'ascolto dei diretti interessati.
Le proposte o modifiche (anche se, a titolo personale, non vedo cose da salvare in questa legge) vengono presentate quando si da la possibilità di intervenire alla controparte.
Ma fino ad adesso non ho mai sentito il ministro, o qualche altro esponente al governo (così come all'opposizione) chiedere il parere di coloro che vanno ad esser investiti da questa legge scritta con il machete.
E finché sarà così, continueranno ad esserci opere di informazione e campagne di protesta, finché non verrà raggiunto un risultato tangibile.
Inoltre, nella mia utopica visione del mondo, mi piacerebbe che le parole riacquistassero il loro originale significato, e che tutti, anche i ministri citassero fonti o prove visibili dei fatti, come viene fatto nell'informazione seria, degna di tale nome.
Per questo vorrei che il ministro Gelmini segnalasse dove ha ravvisato "atti di violenza" nelle manifestazioni appena trascorse.
E' troppo facile buttare nel mezzo di un'intervista una frase fatta e non doverne rendere conto a nessuno.
Chiudiamo con una risata, cosa ogni giorno più difficile oramai...
Studenti in piazza (La Repubblica)
Foto delle varie manifestazioni (La Repubblica)
Elenco delle città dove sono state organizzate manifestazioni (UdS)
Intervista Gelmini "Serve collaborazione, manifestazioni inutili"